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Semplicemente Annalisa...

ANNALISA

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February 28

Io ho scelto te

Nel silenzio della notte,

io ho scelto te.

Nello splendore del firmamento,

io ho scelto te.
Nell'incanto dell'aurora,

io ho scelto te.
Nelle bufere più tormentose,

io ho scelto te.
Nell'arsura più arida,

io ho scelto te.
Nella buona e nella cattiva sorte,

io ho scelto te.
Nella gioia e nel dolore,

io ho scelto te.
Nel cuore del mio cuore,

io ho scelto te.

S. Lawrence

January 21

Chi sarai tu?

Quante volte la vita ti ha deluso? Quante volte hai sperato che quello che pensavi realtà non lo fosse? E quante volte hai sperato che quello che credevi un sogno fosse realtà? Spesso un sogno sembra così reale da non riuscire a sopportare il dolore del risveglio…e allora vorresti tornare a sognare per nutrirti ancora un po’ di quella speranza…

Purtroppo il momento del risveglio arriverà e la realtà sarà lì per ricordarti che quello era solo un sogno…il tuo sogno…

A quel punto cosa farai? Chi sarai tu? Coltiverai quella speranza nel sacro spazio del tuo cuore proseguendo con fede o affronterai le bugie e le illusioni che si nascondono nella tua anima?

January 06

Pensieri

 

Hai mai guardato una tua foto e visto uno sconosciuto nello sfondo? Viene da chiedersi...quanti sconosciuti ci sono nella tua foto? Di quanti momenti della vita degli altri abbiamo fatto parte? O se faremo parte della vita di qualcuno quando i suoi sogni diventeranno realtà. O se stavamo lì quando i suoi sogni sono svaniti. Continuiamo a cercare di entrarci? Come se fossimo destinati a stare lì. O il destino ci ha colti di sorpresa? Pensa…possiamo essere una grande parte della vita di qualcuno…e non saperlo nemmeno.

December 25

L'Amore

L'amore non è amore se cambia quando incontra qualcosa che cambia. È un'impronta incancellabile che combatte tempeste e non si agita mai. L'amore non si trasforma in poche ore o in settimane ma resiste…anche sull'orlo della morte.
                                                                                                                                                             William Shakespeare
 
December 14

Per chi nonostante tutto crede ancora nell'Amore...

 I’ cominciai: «Poeta, volontieri 
parlerei a quei due che ’nsieme vanno, 
e paion sì al vento esser leggeri». 
      Ed elli a me: «Vedrai quando saranno 
più presso a noi; e tu allor li priega 
per quello amor che i mena, ed ei verranno». 
      Sì tosto come il vento a noi li piega, 
mossi la voce: «O anime affannate, 
venite a noi parlar, s’altri nol niega!». 
      Quali colombe dal disio chiamate 
con l’ali alzate e ferme al dolce nido 
vegnon per l’aere dal voler portate; 
      cotali uscir de la schiera ov’è Dido, 
a noi venendo per l’aere maligno, 
sì forte fu l’affettuoso grido. 
      «O animal grazioso e benigno 
che visitando vai per l’aere perso 
noi che tignemmo il mondo di sanguigno, 
      se fosse amico il re de l’universo, 
noi pregheremmo lui de la tua pace, 
poi c’hai pietà del nostro mal perverso. 
      Di quel che udire e che parlar vi piace, 
noi udiremo e parleremo a voi, 
mentre che ’l vento, come fa, ci tace. 
      Siede la terra dove nata fui 
su la marina dove ’l Po discende 
per aver pace co’ seguaci sui. 
      Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende 
prese costui de la bella persona 
che mi fu tolta; e ’l modo ancor m’offende. 
      Amor, ch’a nullo amato amar perdona, 
mi prese del costui piacer sì forte, 
che, come vedi, ancor non m’abbandona. 
      Amor condusse noi ad una morte: 
Caina attende chi a vita ci spense». 
Queste parole da lor ci fuor porte. 
      Quand’io intesi quell’anime offense, 
china’ il viso e tanto il tenni basso, 
fin che ’l poeta mi disse: «Che pense?». 
      Quando rispuosi, cominciai: «Oh lasso, 
quanti dolci pensier, quanto disio 
menò costoro al doloroso passo!». 
      Poi mi rivolsi a loro e parla’ io, 
e cominciai: «Francesca, i tuoi martìri 
a lagrimar mi fanno tristo e pio. 
      Ma dimmi: al tempo d’i dolci sospiri, 
a che e come concedette Amore 
che conosceste i dubbiosi disiri?». 
      E quella a me: «Nessun maggior dolore 
che ricordarsi del tempo felice 
ne la miseria; e ciò sa ’l tuo dottore. 
      Ma s’a conoscer la prima radice 
del nostro amor tu hai cotanto affetto, 
dirò come colui che piange e dice. 
      Noi leggiavamo un giorno per diletto 
di Lancialotto come amor lo strinse; 
soli eravamo e sanza alcun sospetto. 
       Per più fiate li occhi ci sospinse 
quella lettura, e scolorocci il viso; 
ma solo un punto fu quel che ci vinse. 
       Quando leggemmo il disiato riso 
esser basciato da cotanto amante, 
questi, che mai da me non fia diviso, 
      la bocca mi basciò tutto tremante. 
Galeotto fu ’l libro e chi lo scrisse: 
quel giorno più non vi leggemmo avante». 
      Mentre che l’uno spirto questo disse, 
l’altro piangea; sì che di pietade 
io venni men così com’io morisse. 
      E caddi come corpo morto cade.

Dante Alighieri, Divina Commedia Inferno Canto V vv.73-142

 
 
         
 
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"Compagna" Annalisa come va? Vedo che il tuo blog è molto "te", nel senso che ti rispecchia...Te lo dicevo sempre che eri troppo dotta, anche il tuo blog lo è,con poesie e pensieri che mi ricordano le nostre chiacchierate al "fronte-scuola" quando io ero un "partigiana"Smile . Naturalmente scherzo!!! è meglio precisare nn si sa mai...però tu sai cosa voglio dire!!! Ne è passato di tempo,eh?Ti ringrazio per aver lasciato un commento sul mio blog ed io oltre a lasciare un segno  sul tuo guestbook mi sono permessa di aggiungere un commento,spero apprezzerai, anche su "CHI SARAI TU?"...Vabè nn so cos'altro scrivere...Ti Voglio Bene. un saluto dalla "CHE" del IIIF

 

Mar. 8
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